DOOMSCROLL cover

Esperienza Traccia

DOOMSCROLL

OFFLINE PARADISO · Fra

Uscita: 20/03/2026 Durata: 2:46 dance ISRC: USLZJ2601367

Testo di DOOMSCROLL

Tre e venti, luce blu, non stacco mai
scorro il mondo con un dito, non lo sai
un reel dopo l’altro, sempre più giù
e più mi svuoto, più ci resto su

Titoli che urlano, facce che fan paura
mi sale l’ansia, ma cerco la cura
mi dico “ancora uno” e non finisce
è un loop che prende e poi ti pulisce

Stop, non mi fai bene
mi mangi la testa
io voglio silenzio
non un’altra tempesta

Sto facendo doomscroll, e non mi accorgo più
mi perdo nel feed e mi spengo di più
chiudo adesso, basta, torno qui
respiro davvero, non per finta così

“Per te” mi conosce, mi tiene agganciato
mi dà due secondi e mi lascia stonato
ride e poi piange lo stesso minuto
io resto a guardare, resto seduto

Se mi scrivi “che fai?” ti dico “niente”
ma è un niente che pesa, che prende la mente
spengo tutto, giuro, non mi interessa
voglio una notte che mi rimetta

Basta doomscroll.

Informazioni su questa traccia

"DOOMSCROLL" di Fra è un'intensa e cruda fotografia della dipendenza digitale e del suo impatto sulla psiche contemporanea. Il testo dipinge un quadro vivido di un individuo intrappolato nel ciclo compulsivo dello scorrimento infinito dei feed, descritto con precisione temporale ("Tre e venti, luce blu") e sensoriale. L'artista cattura la dicotomia tra la ricerca di connessione ("scorro il mondo con un dito") e il conseguente svuotamento interiore ("più mi svuoto, più ci resto su"). La narrazione evidenzia come la costante esposizione a contenuti spesso negativi ("Titoli che urlano, facce che fan paura") generi ansia, trasformando la ricerca di "cura" in un loop distruttivo che "pulisce", ovvero annulla, la coscienza.

Il brano evolve in un grido di consapevolezza e ribellione. La sezione "Stop, non mi fai bene / mi mangi la testa" segna il punto di rottura, un desiderio impellente di silenzio e di fuga dalla "tempesta" informativa. Fra descrive con lucidità il processo di "doomscroll" come una perdita di sé ("mi perdo nel feed e mi spengo di più"), culminando nella decisione di "chiudo adesso, basta, torno qui / respiro davvero". Questa presa di coscienza è un tentativo di riappropriarsi della propria realtà, di staccarsi dalla bolla algoritmica che "conosce, mi tiene agganciato" e che manipola le emozioni ("ride e poi piange lo stesso minuto").

Il messaggio artistico di Fra è un monito potente contro l'alienazione digitale. La canzone non si limita a descrivere il problema, ma offre una via d'uscita, un invito a disconnettersi per riconnettersi con il proprio io e con la realtà autentica. L'immagine del "niente che pesa, che prende la mente" rivela la profondità della dipendenza, ma la chiusura con "Voglio una notte che mi rimetta / Basta doomscroll" è una dichiarazione di intenti, un desiderio di rigenerazione. Fra, attraverso la sua versatilità, riesce a trasformare un fenomeno contemporaneo in un'esperienza emotiva universale, spingendo l'ascoltatore a riflettere sul proprio rapporto con il mondo digitale.
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